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Perdite da impianto

Perdite da impianto

Molte donne confondono le perdite da impianto con il ciclo mestruale, interpretandole come un flusso scarso o di sangue vecchio. In realtà, le perdite da impianto sono piuttosto comuni, e riguarda circa il 10-15% delle donne in attesa.

Cosa sono le perdite da impianto?

Nei primi giorni del concepimento, la blastocisti (un aggregato di cellule che presto si trasformerà in embrione diventando quindi bambino) si annida per potersi sviluppare. Dopo aver percorso le tube di Falloppio, la blastocisti inizia il processo di moltiplicazione delle cellule e si trasferisce nell’utero, dove si impianterà e vi rimarrà per i 9 mesi successivi.

Nell’utero, l’abbondanza di sangue e sostanze nutritive offerta alla blastocisti può determinare una limitata erosione della parete uterina, con conseguenti lievi perdite. La quantità del sanguinamento può essere molto variabile. Alcune donne se ne accorgono soltanto dopo essere state in bagno, osservando la carta igienica utilizzata.

Le perdite da impianto tendono ad essere scarse, a volte descritte come “spotting”. Solitamente sono di colore rosa e hanno un aspetto acquoso; in alcuni casi possono anche risultare di colore rosso vivo. Se sei rimasta sdraiata per un po’, oppure al risveglio mattutino, il colore del sangue potrebbe tendere al marrone. Questa colorazione dipende infatti dalla permanenza nella cervice o nella vagina per qualche ora.

Talvolta le perdite da impianto sono accompagnate anche da crampi di debole intensità, non paragonabili ai dolori mestruali, ma piuttosto simili a una vaga sensazione di pesantezza e intorpidimento a livello dell’utero. È consigliabile riposare, per alleviare i sintomi. È anche utile evitare attività troppo faticose. Questo non significa che le perdite da impianto non si verificheranno, tuttavia risparmiandoti qualche sforzo potresti sentirti sollevata.

Quando si verificano le perdite da impianto?

Solitamente coincidono con il primo giorno presunto del ciclo, circa 6-12 giorni dopo l’ovulazione e la fecondazione. La conseguente sensazione di confusione e delusione è piuttosto comprensibile. Le perdite possono infatti essere interpretate come un flusso poco abbondante, ovvero un segnale di mancata gravidanza. Questo può essere fonte di agitazione, soprattutto per le donne che attendono la gravidanza con ansia.

Le perdite da impianto possono verificarsi persino prima della conferma di gravidanza. La gonadotropina corionica umana (hCG) è l’ormone rilevato nelle urine delle donne in gravidanza. Viene prodotto soltanto successivamente all’annidamento dell’embrione nell’utero, a fronte delle prime fasi di sviluppo della placenta. Per questo motivo, le perdite da impianto che si verificano precocemente possono confondere le idee anche alle coppie più sensibili.

Cosa posso fare per prevenire le perdite da impianto?

Tranne nel caso di sanguinamento doloroso, continuo e abbondante, non è possibile intervenire in nessun modo. Se hai già avuto la conferma di gravidanza, e sono passate più di 2 settimane dalla fecondazione, le perdite da impianto sono improbabili.

Le perdite da impianto non sono un fenomeno tanto grave. Possono segnalare l’avvenuta fecondazione e la normale evoluzione della gravidanza. Ma ovviamente, quando si verificano, la futura mamma non sa ancora di essere incinta. Alcune donne ritengono che la tensione a livello del seno, la nausea e altri sintomi di inizio gravidanza compaiano anche in concomitanza alle perdite da impianto, ma in realtà le probabilità che questo accada sono limitate. La placenta, infatti, non ha ancora prodotto gli ormoni responsabili di questi sintomi.

Tuttavia, il funzionamento della mente è un mistero: alcune donne “sanno” effettivamente di essere incinte e cominciano a sentirsi diverse dal momento esatto del concepimento.

Cosa fare quando si verificano le perdite di perdite da impianto?

Aspetta e non lasciarti prendere dall’ansia. Per la maggior parte delle donne, le perdite da impianto si risolvono dopo un giorno o due, senza recidive. Difficilmente saranno tali da richiedere l’uso di un assorbente, tuttavia molte donne preferiscono usare anche solo un salvaslip per sentirsi sicure e a proprio agio.

Quando le perdite da impianto sono motivo di preoccupazione?

Se le perdite cominciano ad essere più abbondanti, presentano coaguli o diventano di color rosso vivo, è opportuno chiedere il parere del medico. Ogni perdita accompagnata da mal di schiena, crampi addominali, dolore, nausea e/o dolore alla spalla necessita di un approfondimento medico. Questi sintomi possono indicare una gravidanza ectopica o un aborto.

Come già detto, di solito le perdite da impianto si risolvono dopo un paio di giorni. Non si prolungano nel tempo e non necessitano di cure speciali. È consigliabile annotare la o le date in cui si sono manifestate, e rapportarle al primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale normale.

Questo permette di “unire i puntini” e identificare il momento della fecondazione e quello dell’annidamento dell’embrione nella parete uterina vascolarizzata.

Di cos’altro potrebbe trattarsi?

Le possibilità sono molteplici, tuttavia le più comuni includono:

  • Le normali mestruazioni, con leggero anticipo.
  • Sanguinamento atipico, probabilmente metrorragia.
  • Fenomeno dovuto a contraccettivi ormonali come la pillola, più frequentemente all’inizio della contraccezione ormonale.
  • Infezione dell’utero o della vagina, che causa il sanguinamento.
  • Rapporto sessuale violento, con conseguente abrasione.
  • Perdita di sangue dall’uretra o dall’ano, piuttosto che dalla vagina.

Ricorda:

  • Le perdite da impianto si verificano per il 10-15% delle donne, non sei l’unica.
  • Può essere utile cercare di visualizzare il processo di annidamento dell’embrione nella parete uterina ricca di sangue.
  • Se ti fa stare meglio, prenditi uno o due giorni di riposo.
  • Segna le date delle perdite sul calendario; nei prossimi sette giorni tutto potrebbe acquisire un senso.
  • Qualche volta le perdite da impianto sono seguite da un normale ciclo. Dopo le prime settimane, la gravidanza non si è sviluppata e per qualche motivo l’impianto si è interrotto o non è progredito come previsto.

E in caso di qualsiasi dubbio, consulta il medico!

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