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Parto in acqua

Parto in acqua

Fino a poco tempo fa, l’idea di partorire in acqua avrebbe fatto sorridere chiunque, dai dottori ai colleghi fino ai membri della famiglia. Grazie a numerosi studi ufficiali che ne hanno dimostrato i benefici per la madre e il bambino, oggigiorno il parto in acqua non è più considerato un metodo “alternativo”. Le vasche di acqua calda circondate da candele profumate al frangipani accolgono per il travaglio insegnanti di yoga tanto quanto avvocate della City.

Dopo avere letto i numerosi vantaggi del parto in acqua, rimarrai sorpresa nello scoprire che in fondo non è un’idea così malvagia, anche se prima non avevi nemmeno lontanamente preso in considerazione questa opzione. Se invece hai già deciso di partorire con questa modalità, potrebbe comunque essere utile approfondire i risultati delle ricerche e impugnarli per ribattere prontamente alle critiche.

In maniera del tutto opposta, altre mamme potrebbero sentirsi quasi obbligate dalla propria cerchia sociale a scegliere il parto in acqua. Se ti trovi in questa posizione e pensi che partorire in acqua non faccia al caso tuo, segui l’istinto. Il parto è un’esperienza personale e spetta alla madre scegliere ciò che è più giusto per lei e per il suo benessere.

Perché il parto in acqua sta acquisendo popolarità

Da tempo immemore, la battuta “portami dell’acqua calda” viene pronunciata quando il personaggio di un libro, di un film, di uno spettacolo teatrale o di qualsiasi racconto tramandato a voce nei secoli sta per avere un bambino. Non può che esserci un fondo di verità in tutto questo.

Affrontare il travaglio e il parto nel tepore di una vasca d’acqua calda sembra, in qualche modo, avere un senso. Ecco un lungo elenco di benefici comprovati:

  • L’acqua sostiene il peso del corpo e aiuta la donna a muoversi più facilmente durante il travaglio e a cambiare posizione durante il parto.

  • L’acqua riduce la pressione addominale grazie alla forza idrostatica consentendo contrazioni uterine di maggior efficacia e favorendo la circolazione sanguigna. Ne risulta una migliore ossigenazione dei muscoli, che si traduce in meno dolore per la donna e più ossigeno per il bambino.

  • L’immersione in acqua è estremamente rilassante e favorisce la produzione di ormoni che agevolano il travaglio.

  • Nella vasca piena d’acqua la partoriente trova un ambiente nel quale può seguire il proprio istinto e prendere il controllo della situazione.

  • Molte donne trovano che il parto in acqua sia un modo semplice ed efficace per affrontare il dolore senza assumere farmaci potenti. La riduzione di antidolorifici aiuta sia la madre sia il bambino a sentirsi più “presenti” e reattivi dopo il parto.

  • Uno studio svizzero ha rilevato come il parto in acqua abbia il più basso tasso di richiesta di analgesici per alleviare il dolore.

  • Lo stesso studio ha evidenziato come il parto in acqua presenti la più bassa incidenza di episiotomia (un’incisione praticata nel tessuto intorno alla vagina per facilitare la fase finale del parto) e di lacerazioni di 3° e 4° grado. L’acqua calda ha un effetto rilassante sui muscoli del pavimento pelvico e ammorbidisce i tessuti della vagina, della vulva e del perineo, riducendo così il rischio di lacerazioni.

  • Alcuni studi indicano che il parto in acqua aumenta la probabilità di partorire naturalmente, senza eccessiva medicalizzazione.

  • Quando la donna si immerge nell’acqua, si crea una condizione di rilassamento fisico e mentale che contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa durante il parto. Questo effetto è ulteriormente accentuato in una stanza buia.

  • L’umidità dell’ambiente facilita la respirazione e può essere di particolare aiuto alle donne che soffrono d’asma.

Il parto in acqua ha ricevuto valutazioni estremamente positive dalle donne che hanno sperimentato diverse modalità di parto. Secondo queste opinioni, la nascita di un bimbo in acqua è un’esperienza più gratificante, delicata e rilassante.

Quando vale la pena considerare il parto in acqua? Se temi lesioni al perineo o pressione alta e vuoi provare meno dolore e sentirti più rilassata, ma soprattutto se desideri rendere meno traumatico il primo impatto del tuo bimbo con il mondo.

Come si svolge il parto in acqua?

La partoriente si immerge in una vasca o in una piscina riempita con acqua riscaldata alla temperatura corporea, compresa fra 32 e 37 °C circa. L’immersione in acqua durante il travaglio allevia il dolore delle contrazioni, specialmente nella zona lombare. Se si sceglie di partorire direttamente nella vasca, è necessario prestare molta attenzione affinché il neonato non corra il rischio di ingerire acqua quando inizia a respirare.

L’acqua deve arrivare a coprire l’intero addome ed essere completamente filtrata e purificata (non necessariamente sterile). La vasca va pulita e disinfettata accuratamente dopo ogni utilizzo. Si sconsiglia l’aggiunta di sali o oli essenziali.

Ricordati che se ti immergi nella vasca o nella piscina con largo anticipo, potresti rilassarti così profondamente da causare una diminuzione dei livelli di ossitocina nel corpo e un conseguente rallentamento della progressione del travaglio. Per ridurre questo effetto, esci dall’acqua e cammina per qualche minuto.

Quali sono i rischi?

Gli studi critici nei confronti del parto in acqua citano generalmente come evidenze la gestione carente o un monitoraggio insufficiente da parte di operatori sanitari inesperti. Come per ogni parto, possono insorgere complicazioni dalle conseguenze potenzialmente devastanti che richiedono l’intervento urgente di un’ostetrica o di un medico esperti.

Ad esempio, un operatore sanitario con poca esperienza potrebbe non essere in grado di rilevare un’emorragia in vasca.

Dove è possibile partorire in acqua?

Alcuni ospedali e cliniche ostetriche sono dotati di vasche per il parto in acqua. Per ulteriori informazioni sulle strutture che lo prevedono, consulta il medico o fissa un appuntamento durante la gravidanza. Assicurati di prenotare con largo anticipo, perché i centri che offrono questo servizio sono pochi e molto richiesti.

Esiste anche la possibilità di partorire in acqua nella propria abitazione con l’assistenza di un’ostetrica privata. Alcune ostetriche offrono gratuitamente o a un piccolo costo aggiuntivo una piscina gonfiabile, oppure puoi noleggiarne una.

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