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Depressione post parto nel padre

Depressione postnatale paterna

Diventare papà: depressione postnatale paterna.

L’arrivo di un bebè è un momento di grande gioia ed emozione, ma per alcuni uomini diventare genitore può rivelarsi un processo difficile. Secondo le statistiche, il 10% dei neopapà soffre di depressione postnatale paterna.

La depressione postnatale paterna è una patologia difficile da definire e non riguarda esclusivamente il periodo successivo al parto. Secondo un recente studio, infatti, il periodo più stressante per gli uomini che stanno per diventare papà è la gravidanza, cioè il momento in cui i rapporti di forza iniziano a cambiare e la partner, in quanto donna in attesa, riceve più attenzioni.

Esiste l’aspettativa diffusa che il padre continui a provvedere alla famiglia, fornisca sostegno emotivo alla partner, aiuti nelle faccende domestiche e nella cura del bambino, e sia pronto a “dare il cambio” al termine della giornata lavorativa. Si tratta certamente di un compito arduo da svolgere.

Uno dei fattori di rischio più significativi di questa patologia è la depressione post-partum nella madre: la depressione postnatale paterna viene riscontrata in quasi la metà delle coppie in cui la partner è affetta da depressione.

I neopapà affetti da depressione postnatale paterna possono presentare una serie di sintomi tra cui difficoltà a dormire, irritabilità, scarsa concentrazione e persino abuso di sostanze. Secondo le attuali ricerche, alcuni uomini sono a rischio di sviluppare comportamenti distruttivi, altri invece evitano di affrontare la situazione dedicandosi al lavoro o allo sport.

Ma non sono solo i genitori a soffrire. Le ricerche suggeriscono che i bambini i cui genitori soffrono di depressione hanno un rischio maggiore di incorrere in problemi sociali, psicologici e cognitivi.

Inoltre, la depressione paterna raddoppia il rischio di problemi emotivi e comportamentali nei bambini fino a tre anni e mezzo di età.

Cosa possiamo fare per aiutare i neopapà?

Per saperne di più, è opportuno documentarsi su Internet o leggere libri su gravidanza e genitorialità. Nel periodo post parto è importante trovare il tempo per mantenere un’identità individuale al di fuori del ruolo di padre e partner. Non c’è niente di male nel prendersi cura anche di se stessi.

Depressione post parto nel padre: una storia di successo

NOTA: sostituire Craig con nome italiano.

Marco (nome di fantasia) si accorge che qualcosa non va durante il quinto mese di gravidanza della moglie. Per non impensierirla ulteriormente, tuttavia, decide di tenere per sé quelle sensazioni e di non parlarne a nessuno.

Contestualmente però iniziano a riaffiorare i ricordi dei problemi avuti da bambino: Marco teme di diventare un cattivo genitore come suo padre. Dopo i primi, frequenti attacchi di panico, Marco decide di rivolgersi a uno specialista. Lo psicologo discute con lui del suo concetto di paternità, delle sue strategie di comunicazione e dei meccanismi per ristabilire l’equilibrio tra lavoro e vita privata, consigliandogli di pregustare con entusiasmo l’arrivo di un bebè e di pianificare “rituali” e attività familiari inclusivi.

La visita di follow-up dopo la nascita del bambino dimostra che Marco se la sta cavando bene. Il rapporto con sua moglie è incentrato sulla comunicazione, la paternità è fonte di grande gioia, gli attacchi di panico sono scomparsi e ha le idee ben chiare sull’importanza dell’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Esistono dei gruppi di supporto che aiutano gli uomini a sviluppare i propri punti di forza nel rapporto con i figli e a stabilire degli obiettivi per migliorare la vita familiare.

Consigli per un neopapà:

  • Consulta i siti web e/o le pubblicazioni in materia di genitorialità e bambini.

  • Rivolgiti al medico curante o a una clinica locale per ricevere informazioni e assistenza.

  • Chiedi consiglio a parenti o amici che hanno figli.

  • Mantieni uno stile di vita sano e degli interessi personali.

  • Se noti disturbi dell’umore, consulta subito un medico.

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