Gravidanza + Complicazioni + Disfunzione della sinfisi pubica Gravidanza + Complicazioni + Disfunzione della sinfisi pubica
Gravidanza

Disfunzione della sinfisi pubica

Disfunzione della sinfisi pubica

Eventuali dolori legati alla gravidanza nella regione della sinfisi pubica sono causa di notevoli disagi per molte donne. Quando le ossa che formano la parte anteriore del bacino diventano instabili e si muovono, spesso il dolore che ne consegue a livello di ossa e nervi compromette la normale mobilità quotidiana. Ecco perché le donne incinte affette da disfunzione della sinfisi pubica sono spesso così impazienti di capire che cosa provoca questo disturbo e che cosa possono fare per alleviarne i sintomi.

La prima cosa da tenere presente è che non si tratta di un disturbo così raro. Si stima che ne soffrano, in modo più o meno intenso, circa 3 donne incinte su 10. Molti medici ritengono che la reale incidenza sia anche più alta, poiché il disturbo non viene sempre diagnosticato ufficialmente. Spesso le donne derubricano il problema a “una delle cose che capitano in gravidanza” o a disagio generale causato dalla gravidanza, mentre, invece, si tratta di una condizione che può essere curata in maniera efficace.

Poiché i sintomi della disfunzione della sinfisi pubica tendono ad accumularsi gradualmente, può essere difficile stabilire con esattezza quanto del disagio che si prova sia dovuto a tale condizione. Può, pertanto, valere la pena investire del tempo per concentrarsi su particolari zone che stanno causando problemi.

Quali sono i sintomi della disfunzione della sinfisi pubica?

Intenso e talvolta insostenibile dolore nella zona anteriore della regione pubica.

Dolore lancinante, caratterizzato da fitte e bruciore e che può interessare anche ossa del bacino, schiena, perineo e parte posteriore delle gambe

Andatura a papera

Dolore alle ginocchia che può estendersi fino alle caviglie e ai piedi e che in genere deriva da problemi di allineamento a livello del bacino

Il dolore può essere percepito in maniera più acuta sollevando una gamba davanti all’altra oppure appoggiando il peso su una gamba sola, cioè quando si salgono le scale oppure quando si esce o ci si gira nel letto.

Spesso il dolore è più forte di notte, quando ci si trova in posizione supina; girarsi e sollevare le gambe per scendere dal letto sono, infatti, movimenti che possono esacerbare il dolore

Talvolta nella regione dell’osso pubico si percepisce un rumore simile a uno scatto o a un cigolio

Alcune donne hanno problemi a urinare

Quali fattori aumentano il rischio di disfunzione della sinfisi pubica?

Prendere troppo peso durante la gravidanza

Portare avanti una gravidanza multipla oppure ospitare un feto di grandi dimensioni (il diabete gestazionale può favorire l’aumento di peso della donna incinta e del bambino alla nascita)

Esercizi che comportano frequenti scossoni, attività troppo intense, posture scorrette e precedenti lesioni sono tutti fattori che aumentano la probabilità di soffrire di questo disturbo

La stabilità del bacino dipende anche dalla qualità dei tessuti connettivi e muscolari della singola donna

Precedenti traumi o fratture a livello del bacino

Che cosa provoca la disfunzione della sinfisi pubica?

La stabilità e il sostegno delle ossa pelviche sono in genere garantiti dai legamenti che le circondano. Durante la gravidanza, vengono rilasciati degli ormoni che rilassano le articolazioni, così da facilitare il parto. Tuttavia, questi ormoni possono anche rendere instabile l’articolazione pelvica, causando dolore e fastidio.

La specifica area in cui insorge la disfunzione della sinfisi pelvica è il punto più stretto delle ossa della cintura pelvica e che si trova proprio davanti alla vescica. La sinfisi pubica è la regione anteriore del bacino, quella normalmente coperta dal pelo pubico.

Un altro fattore che contribuisce al problema è il cambiamento della distribuzione del peso corporeo, cambiamento che finisce per sollecitare eccessivamente il bacino, la colonna vertebrale e tutte le strutture che li sostengono.

Come viene diagnosticata questa patologia?

La disfunzione della sinfisi pubica viene diagnosticata innanzitutto mediante un’accurata anamnesi. Per la diagnosi può essere utile anche un’ecografia. Alle donne incinte è, invece, sconsigliato sottoporsi a radiografia, se non assolutamente necessario.

Quali sono le cure per la disfunzione della sinfisi pubica?

In genere, la cura si concentra sulla limitazione dei movimenti che possono aggravare il problema. Evitare qualsiasi movimento di questo tipo può essere difficile, in particolare quando si hanno altri figli di cui occuparsi. Può essere utile adattare il letto e gli spazi di lavoro, così come chiedere aiuto per le attività che sono diventate dolorose. Figure quali fisioterapisti ostetrici e medici del lavoro possono fornire utili consigli su come modificare gli spazi di lavoro e di riposo.

Se viene diagnosticata la disfunzione della sinfisi pubica, devono essere evitate tutte le posizioni a cavalcioni. Si tratta di posizioni simili a quelle che si assumono a cavallo o in sella a una bici. Ciò che causa problemi è la separazione delle gambe. Il segreto è sostenere il bacino, in modo da stabilizzarlo prima di qualsiasi movimento, e muovere le ginocchia insieme, così che le ossa pelviche non sfreghino tra loro, causando dolore.

Che cosa può alleviare il dolore?

Busti, fasce o cinture pelviche, rigide o meno, possono garantire un notevole sollievo. Questi ausili consentono alle ossa del bacino di ritrovare il corretto allineamento. I busti devono essere realizzati su misura da un fisioterapista e regolati man mano che l’addome si ingrandisce. In certi casi, se il dolore sta compromettendo la possibilità di riposare a letto, devono essere indossati anche durante il sonno.

Dormire su un fianco può essere utile, a condizione che addome e parte superiore della gamba siano opportunamente sostenuti da dei cuscini. Durante la gravidanza possono essere molto utili i cuscini lunghi come tutto il corpo, reperibili sia nei supermercati che nei negozi specializzati in prodotti per il sonno.

In caso di rapporti sessuali, evitare le posizioni supine e provare, invece, ad adagiarsi su un fianco. Spesso questo disturbo può essere talmente limitante da rendere il sesso impossibile.

Fare attenzione quando si sale e si scende dall’auto, quando ci si muove nel letto e durante qualsiasi attività che comporti il sollevamento di una sola gamba per volta. Può essere utile piegare le ginocchia tenendole vicine piuttosto che separandole, poiché questo movimento contribuisce a stabilizzare l’articolazione pelvica.

In genere, risultano utili anche tutti quegli esercizi che allenano e rafforzano i muscoli del pavimento pelvico.

Evitare di appoggiare il peso del corpo su una gamba sola, perché ciò peggiora la situazione.

Evitare di indossare i tacchi alti. L’ideale è limitare l’altezza dei tacchi a non più di 3-4 cm. Ciò contribuisce a ridurre le sollecitazioni a carico della zona lombare.

Evitare di stare sedute con le gambe accavallate, in posizioni scomposte o di sedersi sul pavimento.

Evitare di andare in bicicletta, perché ciò può allargare ulteriormente l’articolazione, già instabile.

In alcune donne si sono rivelati utili agopuntura, massaggi ed esercizi di rilassamento muscolare profondo.

Talvolta possono essere utili trattamenti delicati eseguiti da osteopati o chiropratici. Gli approcci basati su medicine alternative vanno, tuttavia, adottati con una certa cautela. È sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico per capire se ci sono controindicazioni.

Collocare ghiaccioli da freezer sull’area indolenzita può aiutare a contrastare gonfiore e dolore. Fare, tuttavia, attenzione a non lasciarli troppo a lungo: 5-10 minuti ogni qualche ora sono più che sufficienti.

Talvolta risulta necessario assumere degli analgesici, ma è fondamentale che ciò avvenga soltanto su autorizzazione di un medico o di un farmacista, in modo da essere sicuri che il farmaco in questione non abbia controindicazioni per le donne in gravidanza.

Quanto durerà?

In genere, dopo il parto i sintomi si indeboliscono e le articolazioni recuperano stabilità. Nel momento in cui cessa la produzione dell’ormone relassina dovuta alla gravidanza, l’articolazione pelvica diventa più stabile, con conseguente miglioramento della qualità di vita.

Occasionalmente, la disfunzione della sinfisi pubica è così grave che il parto vaginale diventa impossibile. In questo caso, si procede a un parto con taglio cesareo.

Avrò problemi anche in futuro?

È improbabile. Alcune donne continuano ad avere problemi alla schiena o al pavimento pelvico anche dopo il parto, ma la maggior parte si riprende perfettamente. Le donne che sono state affette da disfunzione della sinfisi pubica in una precedente gravidanza hanno maggiori possibilità di soffrirne di nuovo. In caso di dolore, disagio o incontinenza, ci si può rivolgere con profitto a un fisioterapista specializzato in disturbi ostetrici.

Sono possibili complicazioni?

Occasionalmente, le superfici dell’articolazione pelvica possono separarsi del tutto, causando un dolore particolarmente intenso. Questa condizione è nota come diastasi sinfisaria o separazione della sinfisi pubica. Può essere estremamente dolorosa. In questi casi, vengono in genere prescritti riposo a letto e terapia termica. Per contribuire a curare questo disturbo, sono necessari valutazioni ortopediche e trattamenti fisioterapici. Per alleviare ulteriormente il dolore, ad alcune donne si consiglia anche di limitare le attività a carico naturale e di camminare servendosi di stampelle.

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