Gravidanza + Complicazioni + Ritardo di crescita intrauterino Gravidanza + Complicazioni + Ritardo di crescita intrauterino
Gravidanza

Ritardo di crescita intrauterino

Ritardo di crescita intrauterino

Il ritardo di crescita intrauterino (IUGR) si verifica in circa il 3-5% di tutte le gravidanze. Si tratta di una condizione per cui la crescita del bambino risulta compromessa e rallentata (il bambino finisce per essere più piccolo di quanto avrebbe potuto diventare). Per definizione, il peso di un bambino affetto da IUGR si colloca al di sotto del 10o percentile della corrispondente età gestazionale.

Uno degli obiettivi delle cure prenatali periodiche è valutare se il bambino sta crescendo come dovrebbe. Le dimensioni dell’addome della madre sono messe a confronto con le settimane di gestazione. Sebbene le dimensioni della pancia possano variare da una donna incinta all’altra, per valutare la crescita del bambino, esistono dei punti di riferimento standard a livello addominale. Per esempio, alla fine del primo trimestre (12a settimana), l’utero dovrebbe essere aumentato di volume fino a trovarsi al livello dell’osso pubico della madre, mentre alla 20a settimana di gestazione la parte superiore dell’utero (o fondo) dovrebbe trovarsi al livello dell’ombelico.

Fattori predisponenti al ritardo di crescita intrauterino

  • Madri con scarse informazioni in materia di gravidanza e con apporto alimentare insufficiente.
  • Madri che hanno già avuto un bambino affetto da IUGR.
  • Fumare, assumere sostanze stupefacenti e bere alcolici sono tutti fattori predisponenti all’IUGR.
  • Bambini affetti da anomalie cromosomiche (come sindrome di Down e sindrome di Turner) o da anomalie a uno degli organi principali del corpo.
  • Bambini che hanno contratto nell’utero infezioni quali rosolia, toxoplasmosi o citomegalovirus.
  • Madri in cattive condizioni di salute o che hanno sofferto di altre complicazioni legate alla gravidanza.
  • Madri affette da pressione alta o da preeclampsia.
  • In casi di placenta previa o di insufficienza placentare dovuta a un’anomalia a livello della placenta.
  • L’IUGR è più comune nelle gravidanze gemellari, in particolare nel caso di gemelli omozigoti.
  • Anche la genetica ha un suo ruolo: le madri che a loro volta erano nate “piccole” e il cui partner era anch’esso “piccolo” tendono a dare alla luce bambini più piccoli della media.

Quali sono i diversi tipi di IUGR?

Nel ritardo di crescita simmetrico, più tipico dell’inizio della gravidanza, testa e corpo del bambino sono entrambi piccoli: in genere, ciò indica la presenza di un impedimento complessivo alla crescita del feto. Ciò può accadere quando il bambino ha contratto un’infezione oppure è stato esposto a sostanze tossiche quali nicotina, sostanze stupefacenti o alcol.

Nel ritardo di crescita asimmetrico, che di solito insorge dopo la 20a settimana, la placenta non sta funzionando con la necessaria efficacia. Può verificarsi in caso di preeclampsia, nelle gravidanze multiple e se il bambino è affetto da qualche anomalia. In realtà, si tratta di una sorta di meccanismo protettivo mirante a tutelare la crescita del cervello e del cuore del bambino. In quanto essenziali per la sopravvivenza del feto, a questi organi viene data la precedenza.

Tuttavia, ciò avviene a scapito del resto dell’organismo, perché in questo modo vengono consumate tutte le riserve di grasso. Alla nascita, i bambini con ritardo di crescita asimmetrico sono estremamente magri. Inoltre, hanno l’aspetto di “minuscoli anziani”. Spesso il loro viso sembra quello di una persona molto preoccupata e appaiono sempre affamati.

Come viene diagnosticato il ritardo di crescita intrauterino?

Durante le visite prenatali, la crescita dell’utero della donna viene controllata mediante palpazione addominale, un esame esterno condotto usando dita e mani.

Tale esame fornisce preziose indicazioni sull’andamento più o meno corretto della crescita del bambino. L’altezza del fondo dell’utero, cioè della sua parte superiore, viene misurata a partire dalla sinfisi pubica, cioè a livello dell’osso pubico della madre ed è messa a confronto con le settimane di gestazione.

Tuttavia, il modo più preciso per diagnosticare l’IUGR è mediante ecografia. Anche quando la madre non è sicura delle date della propria gravidanza, l’ecografia è in grado di fornire un’idea complessiva dello sviluppo e delle dimensioni del bambino. Man mano che la gravidanza procede, le dimensioni del bambino vengono messe a confronto con le immagini precedenti, consentendo di valutare la crescita in atto.

I parametri di crescita che vengono controllati comprendono:

  • La circonferenza cranica del bambino.
  • La lunghezza del suo femore, cioè del lungo osso che collega fianco e ginocchio.
  • La circonferenza addominale.
  • Il flusso di sangue che proviene dalla placenta e attraversa il cordone ombelicale.

Cura dell’IUGR

In genere, la cura consiste in un attento monitoraggio del bambino volto a rendersi conto per tempo di un’eventuale compromissione della crescita e che avviene mediante regolari ecografie, monitoraggio fetale, visite prenatali alla madre e misurazioni periodiche del peso.

Se il team medico e ostetrico ritiene che le condizioni del bambino consiglino un parto anticipato piuttosto che la permanenza in utero, si può procedere all’induzione del travaglio oppure a un parto con taglio cesareo. Ovviamente, poiché i bambini prematuri sono esposti a tutta una serie di complicazioni, la valutazione di costi e benefici deve essere fatta con attenzione.

È, inoltre, utile riposarsi a letto, farsi seguire da un dietologo specializzato, minimizzare lo stress e cercare di trascorrere la gravidanza in modo tranquillo e piacevole. Sfortunatamente non c’è alcuna garanzia che queste strategie riescano a correggere la situazione. Talvolta, l’unica soluzione è avere cura della madre e del bambino fino al raggiungimento di uno stadio gestazionale sufficientemente sicuro; se il bambino è vitale, si procede a un parto con taglio cesareo. I bambini affetti da IUGR vanno facilmente in sofferenza, il che fa sì che un parto normale non sia sempre possibile.

Rischi dell’IUGR a carico del bambino

  • Maggiore probabilità che si registrino sofferenza fetale durante il travaglio e incapacità di respirare in maniera indipendente.
  • Possibili problemi nel mantenere un’adeguata temperatura corporea a causa dell’immaturità di sviluppo e delle ridotte riserve di grasso.
  • Insaziabilità, anche nei giorni successivi al parto.
  • Possibili problemi di glicemia insufficiente e necessità di monitoraggio in un reparto specializzato.
  • Maggiori probabilità di infezioni e altre malattie, semplicemente perché si tratta di bambini meno robusti di quelli di dimensioni normali.

Ora le buone notizie...

Se non presenta altre anomalie a parte l’essere nato piccolo, si tratta di un bambino sano, normale e perfettamente in grado di crescere senza problemi. Allattamento frequente, monitoraggio dell’apporto nutrizionale e misurazione regolare del peso sono sufficienti per consentire ai bambini affetti da IUGR di raggiungere un peso adeguato.

Idealmente, l’allattamento al seno dovrebbe essere avviato il prima possibile. Il colostro, infatti, è l’alimento perfetto per il neonato, poiché è ricco di kilojoule, grassi e anticorpi contro le infezioni. Le madri dei bambini affetti da IUGR devono accettare che, affinché il bambino possa recuperare il terreno perduto, saranno necessarie settimane di allattamento frequente e “a richiesta” del bambino; non ci si deve, pertanto, aspettare di instaurare fin da subito un regime di allattamento regolare.

È importante farsi seguire con regolarità dal medico curante o da un centro pediatrico. I bambini affetti da IUGR devono essere pesati e misurati, confrontando i valori rilevati con i percentili dei grafici di crescita. Se la linea di crescita comincia a flettersi, il bambino deve essere sottoposto a un monitoraggio pediatrico specifico.

 

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