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Gravidanza

Stitichezza in gravidanza

La stitichezza in gravidanza

La stitichezza è uno dei disturbi più comuni in gravidanza. Per quanto sia un fenomeno diffuso, la stitichezza continua ad essere uno degli aspetti della gravidanza più trascurati. L’imbarazzo, unito a una generale riluttanza a parlare del funzionamento dell’intestino, equivale al fatto che molte donne non sanno valutare la propria esperienza. Ma la ricerca condotta in tema di stitichezza è piuttosto rassicurante: sembra infatti che circa il 30% delle donne incinte ne sia affetta in qualche misura.

Vale la pena ricordare che la stitichezza è un sintomo piuttosto che una malattia. Spesso deriva da altre condizioni, come lo stato di gravidanza, uno stile di vita sedentario, una dieta inadeguata o una malattia.

Cos’è la stitichezza?

Secondo la Mayo Clinic: Si definisce stitichezza la condizione in cui le evacuazioni settimanali siano inferiori a tre, con feci dure e secche.

La stitichezza indica scariche intestinali di feci dure e di piccolo volume. È riferita più alla consistenza delle feci che alla frequenza di evacuazione. Lunghi tempi di permanenza nell’intestino crasso comportano il riassorbimento di grandi quantità di acqua nell’organismo.

Una delle principali funzioni dell’intestino crasso consiste nel riassorbire l’acqua attraverso la mucosa intestinale. In alcuni soggetti, le feci rimangono per talmente tanto tempo nell’intestino che la maggior parte dell’acqua viene prosciugata, lasciandolo praticamente privo di liquidi.

Un’altra funzione dell’intestino crasso consiste nello stimolare il transito delle feci verso il retto. Quando l’attività intestinale subisce qualche interruzione, determinando una permanenza prolungata delle feci nell’intestino, si verifica la stitichezza.

È necessaria una certa quantità d’acqua per favorire la formazione delle feci aventi la giusta consistenza. In presenza di scarse quantità di liquidi, la defecazione risulta dolorosa insieme a fastidio anale e, qualche volta, lacerazione dei tessuti. Altri sintomi comuni includono dolore addominale e una sensazione di gonfiore e appesantimento. Può anche essere all’origine di alitosi e una sensazione generale di stanchezza e apatia.

Perché la stitichezza è così frequente in gravidanza?

Esistono vari fattori che possono contribuire alla stitichezza in gravidanza, per esempio:

Il progesterone è un ormone che induce il rilassamento dei legamenti in preparazione al parto. Può anche rilassare le pareti intestinali, riducendone la motilità.

Variazioni nell’attività fisica, nell’apporto alimentare, nausea e vomito. La riduzione dei liquidi nell’organismo influisce sulla funzione intestinale.

Il peso del bambino nell’utero, appoggiato all’intestino, e l’impatto sullo spazio addominale.

Una ridotta attività dell’intestino tenue influisce sul transito del cibo dallo stomaco verso l’intestino crasso.

Un generale rallentamento di motilità intestinale e peristalsi.

Alcuni cibi tendono ad esacerbare la stitichezza, come latte, prodotti caseari, formaggio e quantità eccessive di carne rossa. Alimenti ricchi di proteine possono risultare più difficili da digerire rispetto ai cereali e agli alimenti di origine vegetale, ricchi di fibre. Molte donne cambiano alimentazione quando entrano in gravidanza.

Gli integratori di ferro possono favorire la stitichezza. È anche comune riscontrare una colorazione scura delle feci. Alcune donne riferiscono di essere costrette a sospendere gli integratori di ferro a fronte di una eccessiva stitichezza. In alternativa è possibile optare per un apporto di cibi ad alto contenuto di ferro come ortaggi a foglia verde, carni rosse e legumi.

La stitichezza è più frequente nelle donne che hanno sviluppato una dipendenza da lassativi per defecare, o che in passato hanno abusato degli stessi.

Ignorare lo stimolo alla defecazione. Rimandare o ritardare la visita al bagno o più semplicemente trascurare i segnali inviati dal corpo può causare la stitichezza. Col passare del tempo, questo può causare alterazioni nel tono dei muscoli dell’intestino e nel retto, provocando una minore ricettività dell’organismo ai normali segnali di evacuazione.

Come si cura la stitichezza in gravidanza?

Con una dieta sana, ad alto contenuto di crusca e fibre sia solubili che insolubili. Le fibre solubili si dissolvono nell’intestino in acqua. Si trasformano in una specie di gelatina, che può essere facilmente evacuata dal corpo. Le fibre solubili si trovano nelle patate e nella zucca, per esempio. Le fibre insolubili espulse dal corpo mantengono sostanzialmente l’aspetto originario, come accade per i chicchi di mais e le carote.

In gravidanza, l’apporto raccomandato di fibre è pari a 25-28 grammi/giorno. Puoi consultare un dietologo per qualche consiglio alimentare.

Bere abbondante acqua (circa 8 bicchieri grandi al giorno, se riesci) permette di evitare e di alleviare la stitichezza.

Regolare attività fisica e movimento – nuoto, camminata, yoga e attività controllata di allenamento con i pesi sono tutte opzioni ideali in gravidanza.

Alcune donne potrebbero necessitare dei cosiddetti farmaci emollienti delle feci, che riducono la fuoriuscita dell’acqua dalle feci, mantenendole morbide e rendendo più agevole il transito intestinale. Prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza, è fondamentale consultare il medico o il farmacista.

Olio di ricino o altri oli a base minerale sono controindicati in gravidanza e devono essere evitati. Anche clisteri e supposte devono essere utilizzati soltanto sotto controllo medico.

È importante escludere altre condizioni mediche che potrebbero essere all’origine della stitichezza durante la gravidanza. Diabete gestazionale, iperemesi gravidica, emorroidi o ipotiroidismo possono influenzare la comparsa di stitichezza.

Quali alimenti contrastano la stitichezza?

Frutta e verdura, di qualunque tipo

Ortaggi a foglia verde, come lattuga, broccoli, verdure cinesi o insalata

Carote, zucca, patata dolce e mais

Frutta secca e a guscio, soprattutto mandorle, noci brasiliane, uvetta, albicocche e prugne

Frutti di bosco, come lamponi, fragole, mirtilli e mirtilli rossi

Pane, cereali, riso e pasta integrali e lenticchie

Cereali da colazione, soprattutto quelli a base di crusca e avena non raffinate (evita i cereali in fiocchi, soffiati o tostati, poiché tendono ad essere maggiormente raffinati e separati dalle componenti principali – una lavorazione alimentare elaborata implica un netto allontanamento dallo stato originale)

Consuma i cibi crudi, dove possibile, mantenendo sempre elevati standard di igiene alimentare

Cosa devo evitare?

Oli minerali e forti lassativi come olio di ricino e compresse purgative possono essere rischiosi in gravidanza. In casi estremi, possono indurre un parto prematuro.

Quali altri accorgimenti contrastano la stitichezza?

Ogni giorno trova un po’ di tempo da trascorrere in bagno, indisturbata. Dopo colazione, pranzo o cena, senza fretta. Porta con te un libro, leggi il giornale, chiudi la porta a chiave e cerca di rilassarti.

Evita sforzi e sedute eccessivamente prolungati. Sulla tazza, privilegia una posizione accovacciata; potresti trovare utile sporgerti in avanti con i gomiti sulle ginocchia.

Evita un consumo eccessivo di caffeina. Può avere un effetto diuretico/disidratante, a scapito della stitichezza. Acqua, succhi di frutta e acqua minerale/frizzante sono tutte valide alternative.

Alcuni farmaci favoriscono la stitichezza. Chiedi al farmacista se esistono alternative.

Evita di ignorare i segnali che ti manda il corpo in relazione alla defecazione. Impegni di lavoro, mancanza di privacy e imbarazzo o tensione possono indurti ad aspettare più del necessario.

I lassativi di massa vengono comunemente utilizzati in gravidanza. Spesso sono commercializzati in singoli sacchetti o contenitori. Consentono il riassorbimento dell’acqua nell’intestino e incrementano il volume delle feci. Inoltre mantengono le feci morbide, per favorire la defecazione.

Ricorda

La stitichezza è un fenomeno piuttosto comune dopo il parto. Nelle prime settimane successive a un parto vaginale, il dolore nella zona perineale e anale è piuttosto frequente, soprattutto se è stato necessario ricorrere a un’episiotomia o ai punti. Durante l’allattamento al seno, è importante che la mamma beva abbondante acqua, per non incorrere nel rischio della stitichezza.

La stitichezza durante la gravidanza può provocare la comparsa di emorroidi. Si tratta di un disturbo che può essere molto doloroso e causare malessere persistente dopo il parto. Scegli il metodo che preferisci per mantenere un transito intestinale regolare. Molte donne entrano nel reparto maternità con le proprie scorte di crusca, frutta secca, semi e farmaci emollienti delle feci. Ricorda però di verificare con il medico o il ginecologo eventuali controindicazioni per l’allattamento.

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