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Gravidanza

Anemia in gravidanza

Anemia in gravidanza

L’anemia può manifestarsi in qualsiasi momento, ma è molto frequente in gravidanza.

Ecco perché, di solito, si eseguono esami a intervalli regolari, in particolare durante il primo trimestre e intorno alla 20a settimana di gestazione.

In buona sostanza, l’anemia è una diminuzione del numero di globuli rossi, l’emoglobina, nel sangue. Il midollo osseo produce e sostituisce continuamente queste importanti cellule ogni 120 giorni. Dato che queste cellule hanno il compito di trasportare l’ossigeno a tutte le altre cellule del corpo, i primi due segnali della carenza di ferro, o anemia, sono la mancanza di respiro e la stanchezza.

Molte donne presentano bassi livelli di ferro all’inizio della gravidanza a causa della perdita di sangue attraverso il ciclo mestruale. Di fatto, la mancanza di ferro è frequente tra le giovani donne che talvolta non sanno nemmeno di soffrire di anemia, in special modo in caso di ciclo molto abbondante. Però, durante la gravidanza, durante il periodo di amenorrea (mancanza del ciclo), le riserve di ferro possono essere ripristinate.

Come si manifesta l’anemia

È molto più facile prevenire l’anemia prima che si manifesti anziché curarla una volta che è stata diagnosticata. Anche se si segue un’alimentazione corretta, le donne incinte possono comunque avere problemi di anemia. Ecco perché è importante che l’ostetrica, il medico o il ginecologo prestino molta attenzione a ogni gravidanza.

L’anemia si manifesta per diversi motivi:

Calo improvviso del livello di emoglobina della madre per soddisfare il fabbisogno necessario allo sviluppo del feto

Un aumento generalizzato del volume del sangue in circolazione nella madre indica che i livelli di emoglobina sono diluiti rispetto ai valori normali

Scarso apporto di ferro con l’alimentazione: diete drastiche, diete di eliminazione e ipocaloriche possono causare problemi di anemia

Le madri che all’inizio della gravidanza sono sottopeso o che hanno sofferto di nausee mattutine presentano un rischio maggiore

Attraverso perdite ematiche, quando si verifica una diminuzione del volume del sangue e dei livelli di emoglobina (ad esempio, minaccia di aborto, emorragia antepartum o di altro tipo)

Durante una gravidanza multipla gemellare/trigemellare/quadrigemellare, il rischio di diventare anemica è maggiore

Le donne che in precedenza hanno avuto un aborto o gravidanze ravvicinate spesso non hanno il tempo sufficiente per ripristinare le riserve di ferro prima di un altro concepimento

In caso di malattie croniche, quando i livelli ematici normali e il funzionamento sono già compromessi. Le tre cause principali dei bassi livelli di ferro sono dovuti alle emorragie, a una dieta povera o all’incapacità dell’organismo di assorbire il ferro.

Segni e sintomi dell’anemia

Pallore della pelle, debolezza più accentuata del normale

Sensazione insolita di spossatezza, affaticamento, mancanza di forza ed energia più accentuata del normale

Irritabilità, nervosismo e insofferenza

Sentirsi “a terra” ed essere più soggette a malattie infettive

Mancanza di respiro, ad esempio non riuscire a salire una rampa di scale o fare una camminata veloce senza doversi fermare per riprendere fiato

Svenimenti e giramenti di testa; anche il mal di testa è abbastanza frequente nelle donne anemiche

Colorazione pallida e leggermente arrossata delle mucose all’interno delle palpebre inferiori (quando i livelli di emoglobina sono normali, le mucose presentano una colorazione rossa o rosa)

Nei casi di anemia grave, alcune donne hanno l’impulso di mangiare sostanze non edibili come fango, sabbia, sporcizia o gesso perché l’organismo ha bisogno di ferro; di fatto, queste sostanze interferiscono con il normale assorbimento di ferro e aggravano il problema

Trattamento dell’anemia

Gli integratori di ferro e i farmaci sono disponibili sotto forma liquida o di compresse. Rivolgiti al tuo medico se sei incinta/stai allattando per conoscere quello più adatto a te.

Oltre agli integratori di ferro, spesso il medico prescrive anche gli integratori di acido folico.

Di solito, la vitamina B12 viene assunta tramite gli integratori o con l’alimentazione. Le uova, la carne e il latte ne sono particolarmente ricchi.

Gli integratori di vitamina C sono necessari per aiutare l’assorbimento del ferro. Sono da preferire le fonti alimentari, ma ricorda, la vitamina C è idrosolubile e non viene immagazzinata nell’organismo; pertanto, è necessario assumerla ogni giorno mangiando gli alimenti che ne sono ricchi o attraverso gli integratori.

Aumenta l’apporto di ferro con l’alimentazione. Il ferro “eme” è considerato di “qualità superiore” e proviene da fonti di carne animale. Le carni rosse sono le migliori, mentre quelle bianche rappresentano una valida alternativa. Il ferro “non eme” si trova nelle verdure a foglia verde, come broccoli, bietole, verdure cinesi e fagioli.

Nei casi più gravi, se necessario, il medico può prescrivere alle future mamme il ferro per via endovenosa o trasfusioni di sangue.

Dopo la terapia, i valori del ferro dovrebbero tornare entro i limiti normali nell’arco di qualche settimana. Se ciò non avviene, la futura mamma dovrà sottoporsi ad altri esami diagnostici per escludere le cause di fondo dell’anemia. Anche dopo il parto si raccomanda di assumere un integratore di ferro per compensare la perdita eccessiva di sangue durante il parto. Di solito, in occasione della visita di controllo post natale dopo 6 settimane, il medico prescrive anche un esame del sangue.

NB: Le compresse di ferro possono causare stitichezza, mal di stomaco e un’alterazione nel colore delle feci che diventano verde scuro o addirittura nere. Puoi aumentare il consumo di fibre e di liquidi oppure ricorrere a un lassativo per ammorbidire la massa fecale e risolvere questo effetto collaterale.

Ho paura degli aghi!

Purtroppo, l’unico modo per diagnosticare la carenza di ferro è mediante un esame del sangue. Informa il tuo medico che il prelievo del sangue ti rende nervosa, così magari può applicarti del ghiaccio in gel sul braccio, oppure chiedere all’infermiera preposta di farlo.

Per distrarti o avere un po’ d’aiuto, potrebbe essere una buona idea chiedere a qualcuno di accompagnarti. Per facilitare il prelievo di sangue, assicurati di bere molti liquidi.

L’anemia avrà delle conseguenze sul bambino?

Soffrire di una lieve anemia non è fonte di rischio per il bambino, bensì solo per la futura mamma. La natura ha fatto in modo che i bambini dispongano di una quantità adeguata di ferro per crescere e permettere lo sviluppo del cervello. Questo fatto, insieme al cambiamento nei processi digestivi della madre, può portare a un’anemia da carenza di ferro anche se l’apporto con la dieta è sufficiente.

I bambini dispongono di una riserva di ferro per i primi mesi di vita per soddisfare il loro fabbisogno. Intorno al 6° mese, con lo svezzamento e l’introduzione di cibo solido (ad esempio, le creme di riso arricchite di ferro), si registra un aumento dell’apporto di ferro per soddisfare il fabbisogno del bambino.

È raro che i neonati siano carenti di ferro alla nascita. In realtà, spesso è vero il contrario: la tendenza dei neonati a diventare itterici si deve al fatto che le riserve di ferro rientrano nei livelli normali dopo la nascita. Una delle conseguenze del decadimento dei globuli rossi è la bile, che può causare il temporaneo colorito giallo della pelle e degli occhi. Il feto ha bisogno di un’elevata concentrazione di emoglobina per “catturare” quanto più ossigeno possibile, fornito attraverso il flusso ematico placentare.

Se non curata, l’anemia può portare a un parto prematuro. I bambini di madri anemiche tendono ad avere un peso ridotto alla nascita. A causa di questi fattori, vi è un aumento di altri rischi correlati alla nascita prematura e al peso ridotto in base all’età gestazionale.

Se ti è stata diagnosticata l’anemia, non ti allarmare. Con le cure adeguate e il monitoraggio costante, quasi sicuramente i livelli di ferro rientreranno nella norma. Se hai il valore del ferro particolarmente basso forse è il caso di rivedere il tuo stile di vita per ripristinare i livelli normali. Prova a modificare le ore di lavoro, a riposare e a dormire di più, a concentrarti su una dieta sana e i risultati non tarderanno.

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