Cura del bebè + Sonno del bebè + associazione con il sonno Cura del bebè + Sonno del bebè + associazione con il sonno
fino a un anno

Associazioni per i disturbi del sonno

Associazioni per i disturbi del sonno

Le associazioni per i disturbi del sonno non riguardano solo i bebè e i bambini piccoli. Anche gli adulti hanno alcuni bisogni da soddisfare prima di riuscire ad addormentarsi. Sebbene alcuni siano molto personali e dipendano dalle circostanze, la maggior parte di noi presenta una serie piuttosto coerente di segnali che ci fanno capire che è arrivato il momento di andare a dormire. Luci spente, coperte tirate su, testa posizionata su un cuscino, ascoltare musica, l’elenco può continuare.

Durante l’infanzia, i bambini sviluppano abitudini legate al sonno che li aiutano a sentirsi maggiormente al sicuro. Per natura, gli esseri umani sono creature con abitudini e ripetizioni e da va sé che i bambini crescano bene in ambienti in cui sono esposti agli stessi ritmi costanti e sicuri in termini di attenzioni. Le associazioni del sonno possono essere funzionali, ovvero di vantaggio, oppure esattamente il contrario.

Associazioni funzionali per i disturbi del sonno:

La maggior parte dei bebè si addormenta meglio se viene allattata non troppo prima del momento dell’addormentamento. La pancia piena può favorire reazioni stanche e sarà quindi più facile far addormentare un bebè il cui appetito sia stato soddisfatto appieno. Allattare prima dell’addormentamento eviterà che il bebè possa potenzialmente svegliarsi solo perché avrà fame.

Calore e sicurezza. Un bebè che ha troppo caldo o troppo freddo, sia irritato o si trovi in posizione scomoda è più difficile da far addormentare. Adempiere alle necessità basilari prima di mettere a dormire il bebè renderà il tuo compito molto più semplice.

Ai bebè più piccoli piace essere avvolti o fasciati per addormentarsi. In questo modo si sentiranno sicuri e avranno meno riflessi allo spavento. Si può avvolgere il bebè in fasce fino a 6 mesi, sebbene molti genitori pensino che, una volta che il bambino sarà in grado di liberarsi dalle fasce, sia arrivato il momento di smettere questa pratica.

Succhiare il pollice o un altro dito. Alcuni bebè iniziano a succhiare nell’utero e continuano a farlo dopo la nascita. Da un punto di vista ortodontico non c’è motivo di preoccuparsi, a meno che succhino le dita ancora al momento in cui spuntano i denti permanenti (6-8 anni).

La maggior parte dei genitori segue sequenze di ritmi protettivi, quando fanno addormentare i bebè. Baci, coccole, dare piccole pacche e cullare sono tutti gesti molto naturali e modi essenziali di comunicare l’amore al proprio bambino. E’ importante includerli nella fase antecedente il sonno.

Fai in modo che il bebè abbia fatto sufficiente attività e abbia avuto il giusto periodo di veglia. Fargli trascorrere del tempo su un tappeto sul pavimento ogni giorno è un metodo efficace perché il bebè apprenda come muovere i muscoli e per farli stancare.

Tutti noi dormiamo meglio in un ambiente più buio rispetto ad uno spazio illuminato. Cerca di essere creativa rendendo la stanza del bebè più buia durante la giornata e valuta la possibilità di avere tende e tapparelle. Non occorre rendere la stanza completamente buia, ma se ti è possibile, prova ad oscurare la luce solare diretta e la luce intensa del giorno.

La temperatura ambiente gioca un ruolo importante nel favorire il sonno. I bebè hanno bisogno di dormire in una stanza dalla temperatura gradevolmente calda, in modo da non soffrire di surriscaldamento o di freddo. Non è necessario monitorare la temperatura della stanza, ma usa come parametro il tuo livello di comfort per valutare se il bebè necessiti vestiti più pesanti o più leggeri.

Un ambiente sicuro in cui dormire. I bebè imparano molto rapidamente dove andare a dormire. Se fin dalla nascita il bebè viene messo nel lettino o nella culla per tutti i momenti di riposo, non imparerà ad associare la tua figura con la transizione verso il sonno.

I bambini più grandi amano farsi leggere delle storie, anche se questo comporta iniziare fin dalla loro nascita. Questo è un modo bellissimo per favorire l’interazione genitore-figlio ed è un investimento nello sviluppo cerebrale. Sono soprattutto i maschietti che traggono vantaggio dal vedere il papà che gli legge una storia.

Un bagnetto caldo, un massaggio, fargli indossare il pigiama e metterlo a letto sono tutti rituali funzionali antecedenti l’addormentamento che possono iniziare dalla nascita. Tutti questi gesti trasmettono il messaggio che l’ora di dormire si sta avvicinando e insegna ai bambini l’ordine naturale della giornata.

Alcuni bambini sviluppano attaccamento per un particolare giocattolo, coperta o orsacchiotto. Possiamo definirli “oggetti d’affetto transizionale” e non riflettono assolutamente l’equilibrio emozionale del bambino. Aver bisogno di un giocattolo particolare per addormentarsi è un’associazione del sonno e rappresenta un’abitudine innocua che spesso continua per anni.

Associazioni disfunzionali del sonno:

Sono le associazioni che prevedono che i genitori attuino qualche forma di intervento per far addormentare il bebè. Per esempio allattarlo, dormire con lui, cullarlo nella carrozzina o addirittura portarlo in giro in auto. Quando diventa problematico fornire costantemente queste attenzioni, è arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Le associazioni disfunzionali del sonno solitamente interrompono la possibilità del bambino di addormentarsi da solo. Si basano su qualcosa che non è solo la loro capacità di auto-consolarsi e di riaddormentarsi.

Quello che succede spesso è che, nel momento della disperazione, un genitore prova qualcosa che possa aiutare il bambino ad addormentarsi. E’ un’azione efficace e ben presto si trasforma in un’abitudine che si consolida per non minare la pace raggiunta.

Alcuni genitori lasciano che i bambini si addormentino in salotto, sul divano o ovunque vogliano. Poi vengono accuratamente trasferiti nei loro lettini mentre stanno già dormendo. Un problema frequente è che si sveglino poco dopo e abbiano bisogno del genitore per riuscire a riaddormentarsi.

Il ciuccio può essere un problema se il bambino ne ha dipendenza per potersi addormentare. Quando sono in una fase di sonno profondo e la bocca si rilassa, il ciuccio cade e i genitori devono recuperarlo prima che il bambino riesca nuovamente ad addormentarsi.

Biberon o allattamento al seno spesso di notte. I bebè con meno di 6 mesi richiederanno spesso il latte di notte, sebbene questa abitudine possa continuare per mesi a seguire, in caso di consolidamento.

Dormire insieme ai genitori nel loro letto. Può diventare un problema man mano che i bambini crescono e i genitori vogliono riavere il letto per se stessi. Il bambino non ha imparato ad addormentarsi nel suo lettino e protesta, spesso anche ad alto volume, se non viene spostato.

Modificare le associazioni per i disturbi del sonno:

Di solito funziona per i genitori che hanno un obiettivo e sono coerenti e costanti in questo lavoro mirato. Non aspettarti cambiamenti enormi in poco tempo. Spesso le consuetudini sono ben consolidate e ci vuole più di 1 o 2 giorni e notti perché il bambino acquisisca nuove consuetudini.

I piccoli cambiamenti hanno spesso un effetto catena e se starai facendo un lavoro positivo, riscontrerai benefici anche in altri ambiti. Questo è spesso il caso di bambini che devono smettere di prendere il biberon di notte. Il loro appetito per il cibo solido aumenterà poi esponenzialmente.

Parla con il tuo partner di come vorresti gestire il bambino nel modificare le associazioni per i disturbi del sonno e cercate di collaborare in questo intento. I bambini sono molto bravi nell’individuare quale genitore sia più tollerante dell’altro e rivolgeranno i loro sforzi verso quello che mostrerà meno resistenza.

Hai la possibilità di scegliere come interrompere le vecchie associazioni per i disturbi del sonno. Puoi farlo da un momento all’altro, per esempio buttano via tutti i ciucci un giorno preciso senza mai più riproporglieli. In alternativa, puoi provare un processo più lento, più costante di graduale cambiamento di quello che stai facendo. E’ spesso utile per i bambini più grandi nella fiducia che loro genitori li mettano a dormire con loro.

Scegli un orario in cui la famiglia è calma e non ci sono molte altre distrazioni attorno. Durante un trasloco o all’arrivo di un nuovo fratellino, oppure all’inizio della scuola d’infanzia, non effettuare modifiche agli schemi del sonno, perché non è il momento corretto.

Spostare i bambini più grandi nella loro nuova cameretta può andar bene se ti riescono a vedere e richiedono attenzione di notte. Alcuni adulti e bambini hanno un sonno talmente leggero che basta qualsiasi movimento per disturbare il sonno dell’altro e svegliarsi.

Fai attenzione che il bambino stia bene e sia in salute prima di iniziare un nuovo schema di addormentamento. Quando sono malati, i bambini piccoli hanno bisogno di sicurezza e protezione ed è altamente improbabile e ingiusto prevedere cambiamenti.

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