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fino a un anno

Alimentazione in caso di eczema

Alimentazione ed eczema

L’eczema è conosciuto anche come dermatite atopica e si manifesta con sintomi cutanei come desquamazione, chiazze rosse, pelle screpolata, essudazione, croste e prurito. Possono verificarsi anche sanguinamento e infezioni batteriche. Una storia familiare per eczema, raffreddore da fieno o asma fa aumentare le probabilità che tuo figlio erediti questa malattia. L’eczema potrebbe essere controllato o debellato modificando l’alimentazione, soprattutto se il bambino ha più di un anno.

Ecco quattro passaggi fondamentali che lavorano in sinergia per prevenire l’eczema:

Test allergologici

Se hai il sospetto che tuo figlio sia un soggetto allergico, chiedi al pediatra di indirizzarti a un allergologo. I test allergologici, tuttavia, non sono precisi al 100% e non individuano le intolleranze alimentari. L’eczema potrebbe migliorare evitando gli allergeni, ma rimarrebbe comunque la causa di fondo (ecco perché servono gli altri tre passaggi).

Probiotici specifici per l’eczema

Gli integratori probiotici contengono batteri probiotici benefici che possono contribuire a migliorare la salute dell’apparato digerente del bambino. Alcune ricerche scientifiche molto valide dimostrano che alcuni ceppi di batteri probiotici sono in grado di curare l’eczema. Quando acquisti un probiotico, cercane uno che contenga L. fermentum PCC; L. rhamnosus GG (deve essere della varietà GG) o Bifidobacterium lactis Bb12 (ora chiamato Bifidobacterium animalis) perché sono specifici per l’eczema.

Se il tuo bambino ha meno di un anno e lo stai ancora allattando al seno, puoi assumere tu il probiotico (in quanto potrebbe alterare la flora del latte materno)

Se il tuo bambino ha più di un anno o è allattato artificialmente, puoi aggiungere il probiotico nel biberon o nella tazza. Consulta le indicazioni del produttore per stabilire il dosaggio adeguato.

Cambia le abitudini alimentari (per due mesi)

Tra i cibi maggiormente responsabili delle riacutizzazioni ricordiamo latticini, pomodoro, uova, arachidi, frumento, pesce, crostacei, fragole, kiwi, soia, creme spalmabili e salse contenenti sostanze chimiche e additivi come i coloranti alimentari (soprattutto il giallo e il rosso), gli aromi artificiali e i conservanti. Eliminali dalla dieta del tuo bambino per due mesi, poi reinseriscili lentamente uno alla volta. In caso di riacutizzazione, limita il cibo incriminato e consulta un nutrizionista o uno specialista esperto di alimentazione e allergie.

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