Bambino + Sviluppo del Bambino + educare le femmine Bambino + Sviluppo del Bambino + educare le femmine
da uno a tre anni

Educare le femmine

Allevare maschi e femmine è molto diverso. Sono predisposti in modo differente, sia fisicamente, sia emotivamente; a volte, sono quindi necessarie strategie parentali alternative per sostenere il loro sviluppo relazionale, emotivo e fisico. Maschio e femmina si distinguono non soltanto per la “predisposizione” come oggi ritengono molti genitori. Certo, ci sono differenze innate, ma dovremmo sapere in che modo il nostro atteggiamento genitoriale contribuisce ad amplificarle.

I primi anni di crescita di maschi e femmine sono cruciali ed evidenziano alcune differenze nette tra loro, oltre all’abbigliamento. Per questo, è utile che i genitori incoraggino le figlie a partecipare ad attività che possono travalicare l’identità di genere. È ottimale perché si sentano apprezzate anche in attività storicamente di esclusivo appannaggio maschile. Ricordati, oggi le bambine possono fare qualsiasi cosa

e dovrebbero essere spinte a intervenire anche in ambiti tipicamente maschili, come tirare calci a un pallone o partecipare ai giochi all’aperto. I genitori devono lavorare su stereotipi di genere contrastanti facendo in modo che le femmine non si sentano limitate nel porsi degli obiettivi, un incoraggiamento che deve iniziare fin dalla prima infanzia.

Linda, madre di 3 figli concorda. Ogni volta che ne ha l’opportunità, incoraggia le sue 2 figlie a uscire e giocare a pallone con il fratello: “È davvero importante per loro non soltanto giocare all’esterno, ma anche partecipare a molte altre attività. Voglio che le mie figlie sappiano di potere fare qualsiasi cosa venga loro in mente.”

Le bambine iniziano solitamente a parlare prima dei maschietti e questo è un buon momento per insegnare loro a esprimere i sentimenti. Non deve essere complicato. Fare loro ammettere di essere tristi o felici è essenziale affinché riconoscano e comprendano i propri sentimenti, che tu non dovrai ignorare. Riconosci la loro tristezza e offri una fonte di distrazione alternativa: “So che sei triste perché non puoi fare uno spuntino, ma tra poco ceniamo. Vorresti aiutarmi con i cucchiai?” Di solito, però, i genitori sono più inclini a sostenere e riconoscere i sentimenti e le emozioni delle bambine piuttosto che dei maschietti, ma è importante considerarli in egual misura.

È chiaro inoltre che le bambine apprezzano tendenzialmente giochi creativi e strutturati per periodi più lunghi rispetto ai maschi. Oltre a incoraggiarle nelle consuete attività, come disegnare e colorare, è utile spingerle a sviluppare la motricità fine e grossolana con una serie di attività, dal lanciare e prendere una palla fino a completare mosaici con piccole tessere adesive.

Per Linda, bastano un baule di travestimenti e un tavolino per lavoretti manuali nell’angolo della stanza dei giochi per tenere felicemente occupate le sue bambine per molte ore. Incoraggia inoltre il maschietto a partecipare, per cui lavorano insieme incollando e attaccando piccole creazioni orgogliosamente esposte sul frigorifero. “Voglio che i miei figli pensino di potere fare quello che amano. Quando giocano a travestirsi, Tessa spesso si veste da vigile del fuoco e Toby da ballerina di danza classica. Per me è fantastico. Stimolare la loro individualità è importante.”

I nostri sforzi genitoriali possono essere orientati al meglio verso i desideri e i talenti individuali dei nostri figli, nel tentativo di trasformarli in chiunque desiderino. Non possiamo inoltre sopravvalutare l’importanza dei modelli di ruolo nell’educare a quest’idea. Come genitori, dobbiamo riconoscere le differenze innate tra l’allevare maschi e femmine e agire in modo da trascendere i tipici ruoli di genere. Dobbiamo invece incoraggiare le nostre figlie a raggiungere qualsiasi obiettivo si pongano, iniziando a sostenerle fin dai primi anni in modo che vadano oltre le definizioni di genere.

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